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Da arma decisiva ad ambiguità tattica numero 1: è il destino di Mario Mandzukic in questo difficile inizio di stagione della Juventus. Il croato è senza dubbio la creatura “allegriana” per eccellenza, rimodellato da centravanti a esterno d’attacco (ruolo ricoperto anche ai tempi del Wolfsburg) dall’inventiva del tecnico bianconero.

SVOLTA DA ESTERNO - La “rivoluzione Mandzukic” ha permesso alla Juve di accelerare nella seconda parte della scorsa stagione: casualmente, la svolta è arrivata proprio nella sfida casalinga contro la Lazio, la prima del 4-2-3-1 che avrebbe portato i campioni d’Italia dal sesto scudetto consecutivo fino a Cardiff. C’è tanto della corsa e della grinta del gigante col numero 17 nella squadra “a cinque stelle” arrivata a un passo dal conquistare la Champions League. E d’altra parte, la fiducia di Allegri nel proprio soldato non è venuta meno durante l’estate: si è ripartiti da qui, dal Mario largo a sinistra che aveva stupito e schiacciato diversi avversari in Italia e in Europa. Il gol contro il Cagliari - alla prima giornata di campionato - è suonato in questo senso come una conferma, nascondendo però segnali molto più preoccupanti.

SERBATOIO VUOTO - Di nuovo la Lazio, avversario rivelatore per antonomasia. Stavolta la Juve si risveglia dalla rivoluzione con una sconfitta dolorosissima e molti dubbi in più. O forse no, la certezza è sotto gli occhi di tutti: Mandzukic non può più fare l’ala. Nonostante la botta ricevuta con la propria Nazionale, il croato ha fatto di tutto per essere ancora titolare (“Non dite che è acciaccato, altrimenti si arrabbia”, sorrideva Allegri), scalzando nuovamente un nuovo acquisto (era toccato spesso a Douglas Costa, stavolta Bernardeschi). peccato che la forma fisica non agevoli più un lavoro sempre generoso ma che, in assenza di precisione e supporto da parte dei compagni, si rivela quasi nocivo per la fase offensiva della squadra. La giocata che ha innescato Asamoah nell’azione dell’1-0 di Douglas Costa è l’unico lampo nel buio di un serbatoio sempre più vuoto. Questo Mandzukic, insomma, è semplicemente invisibile e tutta la determinazione del mondo non basterà ad ovviare a questo inconveniente tecnico e tattico. La palla passa, di nuovo, ad Allegri: prima si convincerà che il ruolo ideale di Mario - in queste condizioni - è quello di centravanti, e meglio sarà per la Juve. Di esterni, il mercato, ne ha regalati in abbondanza. 

@mcarapex