Non siamo ancora pronti a dire addio a Gianluigi Buffon. In questo "noi" ci sono tutti i tifosi della Juventus, della Nazionale italiana e, più in generale come si addice a una leggenda di questo sport, tutti gli appassionati, senza bandiere. E lui, allo stesso modo, non si è ancora abituato all'idea che sia la sua ultima stagione su un campo da calcio: "Ho una strana euforia e felicità, figlia di quella sana follia che mi contraddistingue", ha detto ieri in conferenza stampa. Poi, però, ecco che la saggezza torna a farla da padrone e Buffon, con parole da dirigente consumato, detta i punti chiave del futuro bianconero. Sperando di poter uscire di scena con tra le mani quell'ultimo trofeo, maledetto quanto ambito, che fa piangere la sua bacheca. 

CAPITANO BIANCONERO - Prima di pensare a un eventuale futuro ai piani alti della società cui è devoto, Buffon ha ben chiari gli obiettivi per la stagione che comincia questa sera, in Supercoppa Italiana contro la Lazio. Per questo inizia con la personale lode a Paulo Dybala, il nuovo numero 10 bianconero. Sa che lui, più di ogni altro, può avvicinare la Juventus a quella Champions League che manca da oltre 20 anni. Se la volta buona non dovesse essere nella finale Kiev, però, tiene a consolare i tifosi della Vecchia Signora: "Szczesny è l'uomo giusto". Sarà l'estremo difensore polacco ad assumersi la responsabilità di difendere la porta che, dal 2001 all'ultima partita di quest'annata, ha visto Buffon scrivere la storia. 

FUTURO DA DIRIGENTE, MA... - Nelle sue parole, al solito ricche di consapevolezza e passione verso la realtà bianconera, si legge che, anche fuori dal campo, Gigi potrà essere protagonista delle vicende della Vecchia Signora. Come Pavel Nedved, attuale vicepresidente, ma sperando di uscire di scena con una gioia in più. Il ceco, assente nella finale europea del 2003 contro il Milan, chiuse la carriera con il rimpianto di non aver alzato al cielo, né allora né mai, la Champions League. Per Buffon l'amarezza sarebbe ancor maggiore, al pensiero delle tre sconfitte all'ultimo atto. Resta un ultimo tango da ballare, un'ultima corsa in cui credere. Per questo servirà l'ennesima stagione da fenomeno anche a lui, per non perdere di vista l'obiettivo più importante.

ULTIMO BUFFON - Senza dimenticare che, a 39 anni suonati, Buffon è andato a una vittoria contro il Real Madrid dal poter seriamente essere considerato tra i candidati per il Pallone d'Oro. Sintomo che, nonostante il ritiro annunciato e apprezzato perché tempestivo e corretto verso i tifosi e l'intero movimento Juventus, il portierone di Carrara sarà ancora protagonista, già a partire da questa sera. Sarebbe il settimo sigillo in Supercoppa Italiana, un record assoluto, prima di dare la caccia a un altro primato in solitaria, quello dei nove scudetti in carriera. In attesa dell'apoteosi. In bianconero, se dovesse avverarsi il suo più grande desiderio sportivo, e in Nazionale, se dovesse riuscire a prender parte al suo sesto Mondiale in Russia. Per spingersi sempre avanti, verso un ultimo record, un'ultima partita, un'ultima parata. Grazie, Gianluigi Buffon.