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Il termine “mentore” deriva dal greco antico e significa, in senso lato, “persona della quale ti puoi fidare ciecamente”. Mentore, per esempio, era il vecchio saggio al quale Ulisse affidò il figlio Telemaco prima di partire per la guerra di Troia. Più o meno ciascuno di noi possiede una figura di riferimento del genere anche se lo si definisce amico di matita come faceva il simpatico Linus di Schulz.

Nel calcio esiste il mentore. Specialmente per gli allenatori, sempre anime inquiete e piene di legittimi dubbi. Trapattoni, all’inizio della carriera, affidava e confidava a Nereo Rocco certe sue ansie. Helenio Herrera telefonava una volta al giorno ad un moderno “sciamano” che abitava in Argentina. Niels Liedholm prima di stilare la formazione interrogava un esperto in scienze parapsicologiche. Arrigo Sacchi si rivolgeva, puntualmente, a un professore esperto in bioritmi. Insomma è sempre meglio prevenire che non poi dover curare.

Ebbene, per venire a noi e alla “sfida” tra Juventus e Inter, anche Allegri e Spalletti possiedono i loro mentori, le cui figure si staglieranno dietro le quinte della importantissima gara. Si tratta di due “colleghi” dei tecnici in questione i cui nomi sono quelli di Giovanni Galeone e di Silvio Spalletti.

Il legame che unisce il tecnico bianconero a quello che fu il suo ex allenatore e poi padrino di vita nel Pescara è noto a tutti. Spesso i due si trovano a metà strada per cenare insieme. Allegri chiede consigli al più anziano amico e ben più di una volta seguendo le sue indicazioni è riuscito a sciogliere nodi tecnici e tattici e comportamentali che parevano di complicata risoluzione. Una sola volta non ha tenuto conto, recentemente, delle indicazioni di Galeone. Quando, a fine della scorsa stagione, l’amico saggio e fedele gli consigliò di lasciare la Juventus per opera ormai compiuta. Scopriremo più avanti se avrà avuto ragione. In ogni caso anche sulla partita di domani avrà detto la sua.

Così come Luciano Spalletti avrà incontrato o almeno telefonato a Silvio Baldini per consultarsi con lui prima dell’impegno di Torino. Una cosa che il tecnico dell’Inter fa sempre prima degli impegni cruciali e da anni. Fin dai tempi di Empoli. Baldini è più giovane di Spalletti, ma ciò non vieta al secondo di manifestare anche pubblicamente un’autentica adorazione professionale e umana per quello che lui giudica uno fra i massimi conoscitori ed esperti di calcio viventi. Sono parole, queste, dello stesso Spalletti che non esita a confessare di aver avuto da Baldini, nel corso della sua carriera, “dritte” molto utili per la sua crescita professionale. Baldini, persona di grande spessore morale, oggi allena la Carrarese e soltanto il suo carattere di massese ribelle gli ha impedito di arrivare sulle vette del calcio come avrebbe meritato. Lo  fa per “interposta persona”. Come mentore ed esattamente come Galeone. Insomma, Juventus –Inter sarà anche una “sfida” a quattro sulle due panchine.