Sono passati dieci giorni (era lo scorso 7 aprile) da quando Beppe Marotta disse che la questione Emre Can sarebbe stata sbrogliata proprio entro una decina di giorni. Un orizzonte temporale certamente indicativo, non tassativo. La pratica resta aperta sul tavolo dello stato maggiore bianconero, che però ha fretta di chiudere il cerchio. Il centrocampista, che spera di rimettersi in piedi per il Mondiale, è in questo momento nella sua Francoforte. Si gode la famiglia e approfitta delle migliori cure possibili per tentare di recuperare da quel fastidioso guaio alla schiena. 

LO SCENARIO - Sono sempre minori le possibilità che Emre Can rinnovi il suo contratto in scadenza a giugno 2017 contro il Liverpool. Con la Juve - si sa - ha anche più di una mezza parola, frutto della significativa proposta di un quadriennale (con opzione per il quinto anno) a circa cinque milioni di euro. Condizioni che dovrebbero spingerlo a sciogliere quanto prima la riserva, se non ci fosse di mezzo la tentazione Bayern. Il club bavarese in questo momento è il competitor principale della Juventus in vista del mercato estivo. Ha messo nel mirino anche Martial, in uscita da Manchester, ma farebbe più notizia se riuscisse a far sfumare quello che per i bianconeri sembra (sembrava?) un affare già fatto. Conta prima di tutto la volontà del giocatore, più o meno influenzabile dalle commissioni richieste dagli agenti - sempre alte, quando si ragiona di parametri zero - e dalla capacità attrattiva che da sempre il Bayern ha sui nazionali tedeschi.

NESSUN ALTRO PASSO - Marotta, in ogni caso, ha dalla sua la sicurezza derivante dalle mosse già fatte e non intende muoversi ulteriormente. La Juventus non modificherà l'offerta già presentata e spera che Emre Can, nella quiete di casa, si schiarisca definitivamente le idee. I dieci giorni sono passati e si aspetterà la conclusione di questa settimana, ma il filo non si potrà tirare ancora troppo a lungo. Rischierebbe di spezzarsi.