Mancano meno di 24 ore alla sfida tra Juventus e Sassuolo. Domenica all'ora di pranzo, alle 12.30 precisamente, i bianconeri torneranno in campo al Mapei Stadium per riprendersi dopo il pesante crollo di Barcellona. Ci sono 3 punti fondamentali in palio, quelli che le permetterebbero di mantenere la testa della classifica, con la possibilità di fuggire in solitaria, qualora i risultati delle altre lo consentano. Così, in vista di questa gara, siamo andati ad intervistare chi di Sassuolo sa tutto, ma proprio tutto. Parliamo dei colleghi di CanaleSassuolo.it, che conoscono il mondo neroverde come pochi. Alle nostre domande ha risposto - in esclusiva - il Vice Direttore Giuseppe Guarino.

Da Eusebio Di Francesco a Cristian Bucchi: cosa è cambiato nel Sassuolo? E' convinto della scelta della società?

"Quando Bucchi è arrivato ci sono state molte domande. Il suo curriculum, ad esempio. Senza contare la breve esperienza al Pescara, è un tecnico nuovo per la serie A, nonché il più giovane di tutti. Dalla Lega Pro, contava un esonero col Gubbio, una salvezza con la Torres e una promozione in B con la Maceratese. L’anno scorso, poi, ha guidato il Perugia fino ai play-off per la promozione in A, battuto in semifinale da un travolgente Benevento. Qualche dubbio dunque c’era, ma la sua crescita è incontestabile rispetto ai tempi di Pescara.
C’è da contare però che raccogliere l’eredità di Di Francesco non sarebbe stato facile per nessuno: Eusebio è il tecnico della promozione in serie A e della qualificazione in Europa League, ormai un pezzo di storia per la società neroverde.
Di base, Bucchi gioca essenzialmente sullo stesso modulo di Di Francesco, ma consente un po’ più di movimento sia alle punte che ai centrocampisti, che tendono ad inserirsi di più anche centralmente. Probabilmente rischia qualcosa in più del suo predecessore, sperimenta con maggiore frequenza e cambia più volte modulo a partita in corso. Per il resto, anche sentendo i giocatori, le differenze sono minime. C’è da vedere se si manterrà lo schema utilizzato contro l’Atalanta: il suo 3-5-2 (diventato poi 3-4-1-2 con l’ingresso di Matri) ha dato più certezze del canonico 3-4-3, ma bisognerà attendere per capire se si sia trattata di un’intuizione legata alla partita in particolare o se potrà essere una svolta tattica stabile".

Quali sono le ambizioni di questo Sassuolo, non solo in questa domenica, ma nell'intera stagione?

"Domenica l’obiettivo è far bene, tentare di riproporre le cose positive viste la settimana scorsa a Bergamo. Per l’intera stagione l’obiettivo è quello di una salvezza tranquilla e forse qualcosa in più. Lo scorso anno il Sassuolo è giunto undicesimo in campionato (decimo se si contano i tre punti sottratti dalla sconfitta a tavolino contro il Pescara). L’obiettivo a lungo termine è di confermare questo trend e di provare a rientrare stabilmente tra le prime dieci. I numeri e la qualità dei giocatori dicono che possiamo farcela".

Tre partite un solo punto per i neroverdi, la Juve affamata dopo Barcellona non è certo l'avversario migliore da affrontare ora. Il Sassuolo può pungerla? Come?

"La Juventus ha un’indiscussa superiorità tecnica. Inoltre, sicuramente vorrà rifarsi dopo la sconfitta di Champions. Il Sassuolo può colpire sicuramente. Il centrocampo a cinque può ostacolare il gioco bianconero, innanzitutto, e la difesa sta recuperando la sua solidità.
Per quanto riguarda invece il reparto offensivo, Falcinelli ha fame di gol: in questa stagione non ha ancora segnato e ha sicuramente voglia di sbloccarsi. Mancherà Berardi, che però ultimamente non era sembrato in gran forma, quindi al suo posto se la giocano Politano e Ragusa, che sono sembrati più reattivi. Tutto sta nell’interpretare bene la partita. La Juventus è un animale mutevole e Bucchi dovrà adeguarsi e prevenire le mosse tattiche di Allegri e le giocate che i talenti bianconeri possono creare".

Tanti gli affari di mercato tra le due squadre in questi anni - da Zaza a Lirola -, chi pensi ci abbia guadagnato di più? Cosa ne pensi dello stesso Cassata, arrivato alla Pellegrini, quanto spazio potrà avere? 

"Onestamente, penso che ci sia stato un buon rapporto dare-avere.
A parte Zaza, che credo sia stato fondamentale per la conquista dello scudetto bianconero del 2016 con quel gol al Napoli. Lirola sta crescendo bene e se continua così nei prossimi anni potrà lottare per diventare una pedina fondamentale della Juve.
Per il resto, parto da lontano. Boakye è stato importantissimo durante le due stagioni di serie B e nella lotta promozione. Poi però la Juve non lo ha confermato. Abbiamo avuto poi buoni prestiti come Ziegler e Marrone, che anche da noi hanno stentato un po’ ma che non hanno fatto male. Meglio forse la cessione di Peluso, che negli anni di Di Francesco è stato un pilastro della fascia sinistra ma che dallo scorso anno ha perso la palma di titolare per via dell’esplosione di Dell’Orco. Per quanto riguarda i più recenti, Lirola sta dando il suo apporto alla causa. Vedremo Rogério e Cassata, ma il mister ha fatto capire che ci sarà da attendere per vederli in campo.
Cassata è un ottimo centrocampista. Ad Ascoli ha fatto benissimo e così pure in Under-20. Vedremo se saprà ritagliarsi un suo spazio. A centrocampo siamo molto ricchi e la concorrenza è tanta. Se saprà ben lavorare potrà ben mettersi in luce. Quando è arrivato Pellegrini tutti avevano dei dubbi, poi però ne hanno pianto il ritorno a Roma. Credo che quello sia stato un buon affare sia per i giallorossi che per il Sassuolo: speriamo che Cassata possa ripetere quanto ci ha fatto vedere Lollo".

Quale potrebbe essere il prossimo affare comune?

"Per tanto tempo si è parlato di Berardi, che mai come ora appare legato al Sassuolo. Non solo per il rinnovo e per la chiara volontà della società, ma anche perché le richieste per il suo cartellino hanno un prezzo forse esorbitante.
Sensi era stato accostato alla Juve lo scorso anno, ma poi le prestazioni discontinue lo hanno messo un po’ in ombra. La sua eventuale consacrazione definitiva, in questa stagione, potrebbe però portare Marotta a interessarsi di nuovo al giocatore".

Chi sono i volti del Sassuolo in questa stagione? I pericoli e coloro che possono dare una svolta ad una stagione partita male, sotto il profilo dei risultati?

"Dico Sensi, ancora lui, che sta dimostrando dal primo giorno di essere il più motivato a far bene. Per il resto i nomi sono i soliti: le certezze in difesa di Acerbi e Cannavaro, la grinta di Magnanelli. Al momento siamo carenti sotto porta, gli attaccanti non segnano. Se si sbloccasse almeno uno tra Falcinelli e Matri sappiamo che per gli avversari possono essere dolori. Al momento, la necessità più incalzante riguarda Berardi e Politano. Si spera che recuperino presto la piena forma e si possano riconfermare sui livelli delle stagioni passate".

Due anni fa, dopo il crollo a Sassuolo, la Juve trovò la svolta scudetto... i neroverdi possono replicare quella gara e rilanciarsi? Come pensi finirà?

"Se guardiamo alla carta non ci dovrebbe essere storia e la Juve dovrebbe vincerla facile. Da parte nostra c’è questa consapevolezza, ma anche tanta volontà di riscatto. Quindi, consapevoli dei mezzi a disposizione di Bucchi e di quelli che ha invece la rosa bianconera, bisogna lavorare bene e dare la corretta interpretazione alla partita. La Juventus è un cobra pronto a mordere, ma più volte il Sassuolo ha dimostrato di poter essere una feroce mangusta".

Qui la nostra intervista a canalesassuolo.it, per presentare Sassuolo-Juve.