Ai microfoni di Rai Sport, Daniele De Rossi si mostra molto amareggiato: "È un momento nero per il nostro calcio, nerissimo per noi calciatori che abbiamo fatto parte di questo biennio. C'è poco a dire, ma purtroppo ci sarà tempo per analizzare. La Federazione deve sistemare tante cose, si deve ripartire dallo spirito che i miei compagni hanno messo in campo oggi, con questa voglia di esserci e vincere che ci ha contraddistinto in questi 12 anni di Nazionale. Al di là degli errori, non meritavamo di uscire per quello che si è visto in questi 180 minuti. C'è da lavorare, ci sono tanti giovani che stanno facendo bene nelle loro squadre e devono spiccare il volo. Si deve ripartire da loro".

Il commento anche sull'atmosfera: "È stato un momento quasi assurdo da associare a una partita di calcio perché c'era un'atmosfera funebre eppure non è morto nessuno. Ma ci sono dei momenti che segnano le nostre vite, oltre che le nostre carriere. Io tra Under 21 e Nazionale vagabondo per Coverciano e il mondo con questa maglia addosso, togliermi questa maglia per l'ultima volta mi ha fatto male. Però ripeto non potrei essere più orgoglioso dei miei compagni. Si ripartirà alla grande, perché il materiale c'è".

Abbiamo l'abitudine di fare riscaldamento tre per volta con cambi ogni cinque minuti. Io in quel momento ho detto che dovevamo vincere e fare gol e bisognava mandare gli attaccanti a scaldarsi. Era giusto un discorso tattico, forse non stava a me dirlo, ma spero non si sia visto niente di così brutto. Volevo giocare? Sì, ma volevo soprattutto passare.