Da una parte Dani Alves, dall’altra Alex Sandro. E’ stato il leitmotiv di tutta la stagione in casa Juventus: quei due motorini che viaggiano senza sosta sulle corsie, macinando chilometri e gioco. Le fasce bianconere si sono dipinte - per un anno - di verdeoro, con una coppia protagonista soprattutto sui palcoscenici della Champions League. In quei teatri la Juve ha mostrato la sua veste migliore, quella dei titolarissimi, senza che le esigenze del turnover obbligassero Allegri ad affidarsi alle ottime riserve Lichtsteiner e Asamoah. Si sono fermati soltanto in finale, Dani Alves e Alex Sandro, contro il Real Madrid del connazionale Marcelo e del sorprendente Carvajal. E dopo la notte di Cardiff - un po’ a sorpresa - il fantastico duo potrebbe separarsi con una doppia partenza impronosticabile fino a qualche mese fa,

SGUARDO AL PASSATO - Estate 2009: il comparto terzini di Ciro Ferrara vede a disposizione Grygera, Grosso, De Ceglie e Molinaro, con un jolly importante come Salihamidzic. La Juve termina il proprio campionato in settima posizione. Estate 2010, la prima di Andrea Agnelli e di Beppe Marotta in dirigenza: al gruppo di esterni che si allenano agli ordini di Delneri si aggiungono Motta e Sørensen (nato difensore centrale e adattato sulla fascia). Un altro settimo posto. Indizi che probabilmente non fanno una prova, a meno di non voler ingiustamente addebitare tutta la colpa degli appena 57 gol segnati e addirittura 47 subiti ai terzini. Eppure è innegabile che la rinascita bianconera, inaugurata insieme allo Juventus Stadium nell’estate del 2011, sia partita proprio da quel ruolo. Sembravano tanti, tantissimi i 10 milioni di euro spesi per Stephan Lichtsteiner. Esattamente come la rinnovata fiducia di Antonio Conte in Paolo De Ceglie pareva una scommessa persa: il tempo ha dato ragione a dirigenza ed allenatore, con le fasce della Vecchia Signora tornate finalmente al centro del progetto.

COPPIA TOP - Lo step decisivo dell’evoluzione è stato completato, appunto, con l’arrivo di Alex Sandro prima e Dani Alves poi. Investimento top quello per l’ex Porto, pagato 26 milioni di euro due stagioni fa. Irripetibile occasione di mercato l’ex Barcellona, svincolatosi dopo otto storiche stagioni al Camp Nou. Affari ripagati in pieno: basti pensare che nella scorsa stagione, in due, i brasiliani hanno messo a segno 9 gol e 14 assist. Come avere, in pratica, un ulteriore centrocampista di corsa e tecnica. Anche qui, indizi che non possono e non devono risultare decisivi: dietro al terzo double consecutivo e alla seconda finale di Champions in tre anni c’è il contributo di molti altri uomini, oltre a Dani e Alex. Però, ribaltando l’equazione, potremmo comunque affermare che i successi della Juve da leggenda non sarebbero mai esistiti senza di loro. Adesso il Manchester City preme su Dani Alves, il Chelsea su Alex Sandro. Di conseguenza, un ruolo in cui i bianconeri sembravano aver finalmente trovato la quadra, potrebbe tornare improvvisamente un problema. Tornano così le memorie del 2010, dei Motta e dei Grygera, della ricerca estenuante di un terzino che per sei stagioni consecutive non ha semplicemente costituito argomento di discussione. In fondo, con due giocatori così, le corsie non potevano e non possono presentare particolari ostacoli...

@mcarapex