L’avviso, Max Allegri lo ha lanciato più di una volta. E meno male, perché la sensazione è che questa Juve getti troppe volte i remi in barca, soprattutto in una fase difensiva mai così traballante. E’ questo il problema da risolvere per arrivare ad un settimo scudetto consecutivo che resta un traguardo galattico, superiore ad ogni previsione.

Anche contro il Benevento, abbiamo assistito ad alcune conferme di questo inizio di stagione: ci sono delle “cosine” che purtroppo permettono agli avversari di sfruttare la mezza occasione a loro disposizione. Così si spiega il gol su calcio di punizione di Ciciretti, dopo i primi minuti di assalto bianconero e i due legni colpiti da Douglas Costa.

C’è però un dato piuttosto importante da considerare: i bianconeri hanno affrontato soltanto uno scontro diretto in campionato, quello con la Lazio. Contro le grandi, insomma, questa Juve deve ancora giocare. E da un lato i big match saranno forse più facili da preparare rispetto alle partite con le squadre di medio-bassa classifica, dall’altro - e a maggior ragione - si dovranno evitare gli errori visti e ripetuti negli scorsi mesi.

Detto questo, non esiste a mio parere un problema Dybala, così come non esisteva un problema Higuain a settembre. Vero è che la Joya sta attraversando un periodo ricco di scelte sbagliate in campo, ma pur sempre legate alle sue caratteristiche tecniche e all’impossibilità di andare a mille all’ora per tutta la stagione.

Applausi per De Sciglio, ma con tutto il rispetto per il Benevento, non è da questi avversari che si misura il peso specifico di un giocatore. Personalmente, continuo a preferire da un punto di vista tecnico Lichtsteiner, ma il terzino ex Milan ha bisogno di tempo per migliorare e farsi trovare pronto ancora una volta. Per tutto il resto, rimane il vecchio detto: “Uomo avvisato, mezzo salvato”.