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9 luglio 1997. Data di nascita di Luca Clemenza. Originario di Cittiglio, il ragazzo ha lasciato l'aria di casa molto presto, perché ad attenderlo c'era la Juve. Vestiti i colori bianconeri non li ha più lasciati ed è cresciuto mano nella mano con la Vecchia Signora. In campo e fuori. La Juve e tutti gli allenatori avuti nel corso della sua carriera, da Gabetta a Della Morte, senza dimenticare il ruolo chiave di Fabio Grosso gli hanno dato qualcosa, aggiungendo anno dopo anno altra qualità a uno sconfinato talento innato. 

In ogni stagione trascorsa con la Primavera ha dominato: con i gol e con giocate fuori dal comune. Da trequartista, da 10 puro prima, da esterno poi, passando per la parentesi da playmaker, in cui ha fatto il Marchisio. Con tanto sacrificio, ma buoni risultati. Fino all'infortunio, che l'ha ostacolato nella corsa al professionismo, ma di cui si è parlato ormai abbastanza. Appartiene al passato e questo è il momento di scrivere il futuro.

Clemenza spegne 20 candeline allenandosi con la prima squadra, agli ordini di Allegri. Un sogno che si realizza. Ma non è che l'inizio. Ora è il momento di lasciare la Primavera in cui ormai dominava con eccessiva serenità e testarsi tra i professionisti. La qualità è dalla sua parte, ora è importante fare le scelte giuste e saper leggere le situazioni. Dopo aver festeggiato, ovviamente. Luca diventa grande e i grandi lo attendono. Sperando non abbandoni quella sana follia che gli permette di realizzare giocate geniali. Impossibili anche solo da pensare per gli altri. 

@Edosiddi