Il “caso” legato al nome del giovane calciatore della Repubblica Ceca Patrik Schick non è di facile lettura e neppure di semplice risoluzione. Intanto perché rivela quella parte di soggettività e di interpretazione diagnostica che talvolta la medicina dimostra di possedere. Poi perché mette in luce una certa superficialità che esiste all’interno delle società calcistiche e se vogliamo sportive in generale. L’unica cosa che deve contare e avere la priorità su tutte le altre questioni è in ogni caso la preoccupazione di salvaguardare la salute fisica del giovane campione che si sta affacciando con pieno merito nel mondo del pallone che conta.

Purtroppo la vicenda che, sulla pelle di Patrik, sta portando a un braccio di ferro e a colpi di minacce legali tra la Juventus e la Sampdoria viene come al solito strumentalizzata dai dietrologi ortodossi i quali sono inclini a vedere sempre l’inganno e l’intrigo dietro ogni evento. La teoria dei malpensanti sarebbe quella di un dissapore tra Nedved, mentore del giocatore doriano, e il tecnico Max Allegri il quale non gradirebbe l’arrivo di Schick. Nulla di più fasullo e per un motivo molto semplice. Il tecnico livornese non ha mai avuto l’abitudine di mettersi in mezzo sulle questioni di mercato. Non almeno per quelle in entrata visto che, come insegna la vicenda di Bonucci, per le uscite cui pensa lui. Allegri prende ciò che la società gli consegna e con quello lavora.

Il fatto, dunque, è sul serio di natura medica e in questo senso la Juventus ha fatto e sta facendo molto bene ad approfondire il quadro clinico de giocatore . Non soltanto per una questione utilitaristica ma soprattutto per il bene dello stesso ragazzo. Semmai stupisce che sia la Sampdoria e soprattutto la Federazione Ceca la quale ha sfruttato Schick sino a poco tempo fa facendogli giocare le partite di Under 21 non si siano mai accorti dell’aritmia cardiaca che ora è venuta alla luce durante i recenti controlli.

Schick, va detto subito, non è un malato grave. In base a ciò che risulterebbe dalle analisi e con rispetto della privacy pare che il giocatore abbia contratto un virus che gli sta provocando le disfunzioni accertate. Si tratterebbe, quindi, soltanto di avere un poco di pazienza e di attendere che le cure alle quali verrà sottoposto facciano il loro effetto. La Juventus, che ha fortemente voluto il campioncino doriano, dovrebbe dunque agire in questo modo rispettando gli accordi e semmai aiutando Schick a venir fuori da questo impasse. Già fece una cosa simile Boniperti il quale, dopo che a Virdis venne diagnosticata una mononucleosi, non lo rispedì a casa ma aspettò che guarisse. Per non parlare di Massimo Moratti il quale addirittura fece operare di tasca sua Kanu il quale aveva una grave, lui sì, malformazione al cuore. Un cuore che anche Andrea Agnelli deve dimostrare di possedere.