Carlo Ancelotti, un passato sfortunato e poco glorioso in bianconero, una carriera fatta di successi... europei. Il tecnico italiano è fermo da settembre, dopo l'esonero rifilatogli dal Bayern e tra un evento di beneficenza e l'altro ha parlato al Corriere dello Sport, commentando i sorteggi di Juve e Roma in Champions League: "Sarei banale se affermassi che il sorteggio non sia stato durissimo per le nostre squadre. Madridisti e catalani sono i favoriti per la vittoria finale, assieme al City. Ho visto in azione i Blancos a Parigi, dove hanno eliminato il Psg. Se, nella Liga, il Real è terzo, staccato di 15 punti dal Barcellona, in Champions è arrivato alla settima semifinale consecutiva, è la squadra che ha tirato maggiormente in porta in questa edizione, Cristiano Ronaldo ha raggiunto il tetto dei 117 gol. Però, questa Juve è un’altra rispetto a quella sconfitta per 4-1 nella finale di Cardiff dell’anno scorso. E’ più forte ed è molto consapevole della propria forza. Allegri sa ciò che deve fare: a Wembley, contro il Tottenham, ha firmato la partita perfetta. Il suo è stato un autentico capolavoro di tattica e di strategia: eppure, partiva dal 2-2 di Torino. E’ vero: la Juve non prende un gol dal 30 dicembre scorso, vanta la miglior difesa del campionato, ma puntare soltanto sulla solidità difensiva per eliminare i campioni d’Europa non basterebbe mai. Un gol, il Real te lo segna sempre, considerato l’attacco mondiale di cui dispone. Per contro, i bianconeri hanno Higuain e Dybala in grande condizione: stavolta, nell’arco dei 180 minuti, potrebbe non finire come in Galles. Nulla è impossibile. Senza dimenticare la motivazione psicologica che la squadra di Allegri avrà in corpo: il desiderio di rivincita si rivelerà un propellente formidabile". 
 
ROMA - "La Roma ha già compiuto un’impresa eccezionale entrando nei quarti di finale dopo avere vinto un girone di ferro, sovvertendo tutti i pronostici e tagliando un traguardo inseguito per dieci anni. Di Francesco è stato bravissimo: non dimentico che fosse al debutto assoluto da allenatore in Champions League. Come si affronta il Barcellona? Non snaturando mai se stessi. Il pronostico, la storia dei due club, la qualità dell’organico catalano, l’eccellente rendimento in Champions e nella Liga, la classe immensa di Messi arrivato a 100 gol nella competiziome, le sole due reti subite dai blaugrana in questa edizione: tutto dice Barcellona. Ma... Conosco bene la Champions e so che non si deve mai dare nulla per scontato, anche quando affronti il club fra i più forti del mondo. A volte, un infortunio, un episodio imprevisto possono cambiare il corso delle sfide. Al momento giusto, Eusebio ha ritrovato Dzeko, Nainggolan e Manolas ai livelli migliori, mentre Alisson partita dopo partita si sta confermando un portiere eccezionale. Di una cosa sono certo: la Roma se la giocherà sino alla fine. Massimo rispetto per il Barça, però nessuna paura. E l’Olimpico la spingerà come solo l’Olimpico sa fare".

Alla Gazzetta dello Sport ha aggiunto: 

NAPOLI - "Sorpasso? Tutti dicevano che era la favorita, quindi nessuna novità. Il Napoli ha fatto fino adesso grandi cose, ha perso un po' di ritmo con la sconfitta in casa con la Roma. Però quattro punti da recuperare, con i tre punti in palio, non sono una differenza incolmabile. Giocar bene, però, è soggettivo. A me piace il Napoli, ma per come sta in campo pure la Juve. I bianconeri sono più solidi, difendono alla grande e sfruttano alla perfezione le qualità dei giocatori. A me non sentirete mai dire: questa gioca bene, l’altra no. Il giudizio sulla bellezza di ciò che si vede è personale. A me, per esempio, mi diverte vedere una squadra che sa difendere. Ciò che amo del Napoli è la sua identità. Però l’identità ce l’ha anche la Juve".

"Obiettivo? Quello di tornare ad allenare, perché è ciò che amo fare. Non mi chieda della Nazionale. È una decisione che non ho ancora preso: aspetteremo fino a giugno".