Otto gol in 5 partite, decisamente troppi. Una media a cui la Juve non è abituata, ma per cui il sillogismo che collega queste pecche alle cessioni è fin troppo semplice, per non dire banale. E' vero che Bonucci e Dani Alves hanno lasciato un vuoto pesante, ma è anche vero che i sostituti - nel complesso - sono alla loro altezza. Come Dani Alves, al mondo, ce ne sono pochi e quindi rimpiazzarlo è impresa assai ardua, mentre per il neo milanista la situazione è diversa: seppure con caratteristiche differenti in tre possono chiudere il buco, da Barzagli, a Benatia e Rugani, senza dimenticarsi di Howedes. Soluzioni da studiare e provare, per la quarta svolta firmata Allegri, per non essere come Maifredi, perchè Max non è come lui, e lo ha dimostrato.

LA DIFESA DA RIFORMARE - Dopo queste prime cinque uscite il problema è parso subito chiaro: con Cagliari, Chievo e Genoa la Juve ha fatto prevalere l'attacco, pur incassando 2 gol nei primi 5 terribili minuti di Marassi, ma con due squadre di più alto livello ha preso 3 sberle a partita. Lazio e Barcellona hanno sottolineato le difficoltà, portando ad una statistica impensabile: l'ultima volta che la Juve subì almeno 8 gol nelle prime 5 gare ufficiali risale al 1990-91, quando ne incassò 9 con Maifredi in panchina, di cui 5 dal Napoli di Maradona, e finì l'anno come settima in classifica. Un bel campanello d'allarme.

LE TRE SVOLTE - Ma Allegri non è Maifredi. Spesso l'attuale allenatore della Juve ha iniziato la propria stagione in panchina con il freno a mano tirato, per poi recuperare nel corso della stagione, perchè come gli piace ribadire: "Conta farsi trovare pronti a marzo, quando tutto si decide". Fino a lì è solo un percorso fatto di aggiustamenti e di equilibri da cercare e trovare, il tutto con una discreta calma. Ma è una strategia vincente? Sì, e a dimostrarlo ci pensano le tre stagioni bianconere, tutte caratterizzate da una svolta netta, arrivata da una sua intuizione. Nel 2014/15 passò in corsa dal 3-5-2 - a cui si affidò per non sconvolgere tutti e proseguire il cammino netto - al 4-3-1-2, per impiegare tutto lo straordinario centrocampo a disposizione. Fu scudetto, Coppa Italia e finale di Champions. La stagione 2015/16 fu la sua "prima" completa, in cui dimostrare il proprio valore, dovendo anche rimpiazzare tre partenze eccellenti. Una partenza disastrosa, fino a Sassuolo, poi la svolta: si torna al 3-5-2, alle certezze e al regista arretrato, visto che Pirlo era volato in America, e il talento davanti era tutto da stimolare. Fu scudetto e Coppa Italia, oltre ad uno spettacolare doppio confronto agli ottavi di Champions contro il Bayern Monaco. E poi, l'anno scorso. I primi mesi per inserire Pjanic e Higuain, le solite critiche, e infine la svolta: 4-2-3-1, tutti in campo, tutti all'attacco. E' stato scudetto, Coppa Italia e finale di Champions.

Insomma, una soluzione c'è sempre stata: che fosse un approdo improvviso in panchina, tre partenze eccellenti o un nuovo modulo da formare, poco importa. La svolta ci sarà, ci deve essere: due esterni da inserire, ma soprattutto una difesa da aggiustare, perchè i profili ci sono. Howedes e Rugani i principali indiziati, ma con il tempo, la calma e l'equilibrio, le parole più care ad Allegri.  

@MenonAndrea